Il valore del tuo risarcimento può dipendere anche dalle tabelle scelte dal giudice?
4 minuti di lettura Studio Legale Prosperi
Chi subisce un grave incidente stradale pensa che il risarcimento dipenda esclusivamente dalla gravità delle lesioni. Purtroppo non è sempre così. Esiste un aspetto poco conosciuto, ma estremamente importante, che può incidere in modo significativo sull’importo finale: le tabelle utilizzate per liquidare il danno alla persona. Negli ultimi mesi ci siamo trovati ad affrontare una situazione che merita una riflessione. In un procedimento relativo a un grave incidente stradale, il giudice ha prospettato l’applicazione delle…
Chi subisce un grave incidente stradale pensa che il risarcimento dipenda esclusivamente dalla gravità delle lesioni. Purtroppo non è sempre così.
Esiste un aspetto poco conosciuto, ma estremamente importante, che può incidere in modo significativo sull’importo finale: le tabelle utilizzate per liquidare il danno alla persona.
Negli ultimi mesi ci siamo trovati ad affrontare una situazione che merita una riflessione. In un procedimento relativo a un grave incidente stradale, il giudice ha prospettato l’applicazione delle Tabelle Uniche Nazionali (TUN). Una scelta che, in quel caso, avrebbe comportato una liquidazione sensibilmente inferiore rispetto a quella che sarebbe derivata dall’applicazione delle Tabelle del Tribunale di Milano o di Roma.
Le Tabelle Uniche Nazionali rappresentano un’importante novità introdotta dal legislatore per uniformare il risarcimento delle lesioni più gravi su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è evitare differenze eccessive tra tribunali diversi e garantire maggiore certezza del diritto. Le Tabelle di Milano, le Tabelle di Roma e le Tabelle Uniche Nazionali rappresentano strumenti fondamentali nella liquidazione del danno alla persona.
Molte persone ignorano che dietro la parola “tabella” non si nasconde un semplice foglio di calcolo. Si tratta del criterio con cui viene attribuito un valore economico alle lesioni permanenti. Cambiare criterio può significare modificare in modo rilevante il risultato finale in termini di quantificazione economica del danno.
Naturalmente ogni procedimento è diverso e non esiste una regola valida in assoluto. La normativa è complessa, l’ambito di applicazione delle TUN è oggetto di interpretazioni e la giurisprudenza continua ad evolversi. Proprio per questo motivo ad oggi, la scelta del criterio di liquidazione può diventare uno dei temi centrali della causa.
Questo è un aspetto che raramente emerge nelle trattative con le compagnie assicurative o nelle informazioni che si trovano online. Eppure può avere un impatto concreto sul risarcimento di chi ha riportato lesioni gravi.
Chi pensa che il giudice debba limitarsi a fare un calcolo matematico rischia di avere una visione incompleta del processo civile. Il giudice è chiamato a interpretare e applicare la legge, confrontandosi anche con orientamenti giurisprudenziali non sempre univoci. In alcune situazioni, quindi, il criterio adottato per la liquidazione può diventare oggetto di un vero e proprio confronto processuale tra le parti.
Questo significa che il lavoro dell’avvocato non consiste soltanto nel dimostrare l’esistenza del danno, ma anche nel sostenere, con solide argomentazioni giuridiche, perché un determinato criterio di liquidazione sia quello corretto nel caso concreto.
È importante precisare che non esiste una risposta uguale per tutte le cause. Sarebbe scorretto affermare che le TUN siano sempre meno favorevoli o che le Tabelle di Milano o di Roma debbano prevalere in ogni situazione. Ogni vicenda presenta caratteristiche proprie e deve essere valutata alla luce della normativa applicabile, della data del sinistro, del tipo di lesioni e degli orientamenti giurisprudenziali più aggiornati.
Quello che possiamo affermare, sulla base dell’esperienza maturata nei processi per gravi lesioni, è che la scelta del criterio di liquidazione non è un dettaglio tecnico. In alcuni casi può incidere in misura significativa sul risultato economico finale e, proprio per questo, merita di essere affrontata con particolare attenzione fin dall’inizio del giudizio.
Quando si parla di risarcimento del danno alla persona non basta quindi chiedersi “quanto vale la mia invalidità?”. Può sembrare un paradosso, ma in alcuni casi proprio chi ha riportato le lesioni più gravi rischia di subire le conseguenze economiche più rilevanti se viene applicato un criterio di liquidazione e quindi una tabella, meno favorevole rispetto ad un’ altra. Per questo la scelta delle tabelle non è un dettaglio tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma una questione che può incidere concretamente sul diritto della vittima a ottenere un risarcimento pieno ed equo.
Studio Legale Marco Prosperi
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