Incidente in autostrada con un veicolo straniero: chi paga il risarcimento e cosa fare subito
5 minuti di lettura Studio Legale Prosperi
Un incidente in autostrada è sempre un evento traumatico. Quando il veicolo responsabile ha una targa straniera, allo spavento si aggiunge quasi subito un’altra preoccupazione: sarà possibile ottenere il risarcimento? Si teme che il conducente possa rientrare nel proprio Paese, che la compagnia assicurativa sia difficile da individuare o che la procedura diventi tanto complessa da rendere impossibile far valere i propri diritti. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la targa straniera non impedisce di…
Un incidente in autostrada è sempre un evento traumatico. Quando il veicolo responsabile ha una targa straniera, allo spavento si aggiunge quasi subito un’altra preoccupazione: sarà possibile ottenere il risarcimento?
Si teme che il conducente possa rientrare nel proprio Paese, che la compagnia assicurativa sia difficile da individuare o che la procedura diventi tanto complessa da rendere impossibile far valere i propri diritti. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la targa straniera non impedisce di ottenere il risarcimento.
Esistono infatti regole nazionali, europee e internazionali che consentono alla persona danneggiata di presentare la richiesta in Italia, senza essere costretta a inseguire personalmente il responsabile o la sua assicurazione all’estero.
Chi gestisce il risarcimento se l’incidente avviene in Italia?
Quando un incidente avvenuto in Italia è causato da un veicolo immatricolato all’estero, la richiesta di risarcimento deve essere normalmente indirizzata all’UCI – Ufficio Centrale Italiano.
L’UCI, ricevuta la richiesta, individua la compagnia estera che assicura il veicolo e incarica la società italiana nominata da tale compagnia per la gestione del sinistro. Sarà questa società a gestire la pratica risarcitoria, svolgendo gli accertamenti sulla dinamica e sulle responsabilità, disponendo le eventuali perizie sui danni materiali e, in presenza di lesioni, gli accertamenti medico-legali necessari. Al termine dell’istruttoria formulerà un’offerta di risarcimento oppure comunicherà un diniego motivato. Se i dati disponibili non consentono di individuare immediatamente l’assicurazione estera, l’UCI effettua gli accertamenti tramite l’Ufficio nazionale del Paese nel quale il veicolo risulta immatricolato. Per questo motivo è importante comunicare correttamente la targa, lo Stato di immatricolazione e ogni altro elemento acquisito sul luogo dell’incidente.
Si può chiedere il risarcimento alla propria assicurazione?
In linea generale, no. Quando uno dei veicoli coinvolti è immatricolato all’estero, non trova applicazione la normale procedura di risarcimento diretto prevista dall’articolo 149 del Codice delle assicurazioni private.
Il danneggiato, quindi, non deve limitarsi ad aprire la pratica presso la propria compagnia, ma deve seguire la procedura ordinaria prevista per i veicoli esteri, ferme restando le discipline particolari applicabili, ad esempio, al terzo trasportato. Questo punto è espressamente chiarito sia dall’UCI sia dall’IVASS.
La Carta Verde è sempre necessaria?
No. Per i veicoli regolarmente immatricolati nei Paesi dello Spazio economico europeo e in alcuni Paesi assimilati, la targa in corso di validità è normalmente sufficiente ai fini della circolazione internazionale.
Per determinati veicoli provenienti da Paesi esterni a questo sistema, invece, è necessario verificare l’esistenza e la validità del certificato internazionale di assicurazione, comunemente chiamato Carta Verde, oppure di una polizza temporanea di frontiera.
Non è quindi sufficiente distinguere genericamente tra Paesi appartenenti e non appartenenti all’Unione europea: occorre verificare lo Stato di immatricolazione, la validità della targa e il regime assicurativo applicabile al singolo veicolo.
Cosa succede se il veicolo non è assicurato o non viene identificato?
La mancanza di una valida assicurazione non significa automaticamente che la vittima rimarrà senza tutela.
Nei casi previsti dalla legge può intervenire il Fondo di garanzia per le vittime della strada, gestito da CONSAP. Il Fondo opera, tra le altre ipotesi, per i sinistri causati da veicoli non identificati, non assicurati, posti in circolazione contro la volontà del proprietario o muniti di una targa estera non corrispondente al veicolo.
L’istruttoria e la liquidazione non sono effettuate direttamente da CONSAP, ma dall’impresa assicurativa designata dall’IVASS in base alla regione e all’anno in cui si è verificato l’incidente. L’accesso al Fondo è soggetto a condizioni e limiti differenti a seconda che siano stati riportati danni alla persona, danni alle cose o entrambi. Se è coinvolto un camion o un autoarticolato
Quando l’incidente coinvolge un mezzo pesante appartenente a una società di trasporto internazionale, l’accertamento può essere più complesso.
È importante fotografare sia la targa della motrice sia quella del rimorchio e acquisire, se possibile, i dati della società proprietaria, del vettore e dell’assicuratore. Motrice e rimorchio possono infatti avere proprietari, targhe e coperture differenti.
La responsabilità deve essere ricostruita sulla base della dinamica concreta e dei rapporti tra conducente, proprietario del mezzo, impresa di trasporto e rispettive compagnie assicurative.
Perché è importante intervenire tempestivamente
I sinistri con veicoli stranieri non sono necessariamente irrisarcibili, ma possono richiedere verifiche più articolate rispetto a un incidente tra veicoli italiani.
Un errore nella targa, l’omessa indicazione dello Stato di immatricolazione, la mancata identificazione dei testimoni o una richiesta incompleta possono rallentare l’individuazione della compagnia competente e favorire contestazioni sulla dinamica o sull’entità del danno.
Per questo motivo, soprattutto in presenza di lesioni gravi, veicoli commerciali o dinamiche controverse, è opportuno esaminare tempestivamente la documentazione e individuare fin dall’inizio la procedura corretta.
La presenza di una targa straniera non elimina il diritto al risarcimento. Rende però ancora più importante raccogliere prove precise, individuare il soggetto competente e formulare correttamente la richiesta.
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